Tommy, mi ricordi Eracle

STORYTELLING

Tommaso Poli

4/21/20262 min read

Il tuorlo del mattino si gonfia, le nuvole spumose dei sogni si sbiadiscono a pochi centimetri dal nostro corpo e, quando ci sembra finalmente di poter comunicare, dire qualcosa in quella lunga sosta che appare una terra straniera di cui non sappiamo la lingua, suona la sveglia e gli occhi stanchi e arrossati si destano. Vivere è stancante; se poi la nostra vita sentimentale si manifesta solo durante il sonno, sotto forma di svolazzanti nubi bianche dove ci è impossibile comunicare, lo è ancora di più. Dico ciò per annunciare che tu, Tommaso, quei sogni li hai cullati, coltivati, combattuti, capiti, ascoltati e infine, anche loro ti hanno risposto. Si sono realizzati oggi, nell'effimero giubilo di una vittoria che ti ha cambiato la vita, ma con la stessa malinconia di un passaggio di testimone, una relazione profonda e tormentata che si è conclusa. Così da questa sera nuovi amori e speranze abiteranno nuovamente quelle nuvole spumose, con obiettivi ancora più grandi e ancora più tumultuosi.

Il tono però non vuole essere malinconico, anche se i nuovi capitoli portano novità e creano ricordi. Mi riferirò alla tua vittoria in toni mitologici, per amplificarne la risonanza - una risonanza che ancora oggi, forse, nessuno ha compreso appieno. Mi verrebbe da dire che nel movimento ciclistico italiano il nostro Prometeo è ancora incatenato alla roccia del Caucaso. Con Prometeo intendo quel sentimento immateriale del popolo italiano di volere a tutti i costi un talento generazionale da custodire, così come il titano donò il fuoco agli uomini permettendo loro di assolvere ai compiti elementari della sopravvivenza. Lo stiamo aspettando tutti, grandi e piccoli. E oggi, con quest'altra vittoria, non starò qui a dirti che quelle catene si sono spezzate e che siamo qui a gioire per un nuovo fiore italiano - ricordo che anche le rose fanno presto ad appassire. Anche perché quel ruolo viene erroneamente affibbiato a ragazzini che ancora non hanno nemmeno la parvenza di uomini e, puntualmente, come il fegato del Titano, vengono divorati da questa orrenda macchina mediatica; fermo restando che il giorno dopo un altro fegato rinasce, e tutto ricomincia ciclicamente. Oggi però è come se Eracle, dopo quelle lunghe dodici fatiche - impossibili da compiere per uomini comuni - fosse approdato nel Caucaso e per pura volontà avesse tentato di liberare il titano. Ovviamente non ci sei ancora riuscito, ma intanto quella dannata aquila è stata abbattuta dalle tue frecce.

Insomma, oggi è stata una giornata memorabile, sia per il coronamento dei tuoi sogni, sia per

un'approssimativa liberazione di Prometeo. Gioisco per un caro amico e mi rattrista al tempo stesso il

lieve riconoscimento che è derivato da un'impresa così titanica. Forse, dico forse, non capiranno mai

cosa hai combinato oggi.