IL DIARIO DEI CAMPIONI
Dentro il Giro d'Italia 2016 di Vincenzo Nibali
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Paolo Emilio Addario Chieco
3/17/20265 min read
Spero che scrivere qualche riga qui sopra mi faccia passare un po’ di incazzature. Ieri all’arrivo avrei voluto spaccare qualcosa. Quello che mi dà più fastidio è che la stampa crede che siamo degli alieni, che non abbiamo mai un mal di pancia, che non litighiamo mai con nostra moglie, che non facciamo mai fatica ad addormentarci la notte prima di una tappa. Per loro mica basta la mia di delusione, devono metterci pure il carico da novanta. In realtà non mi interessano neanche le cose che scrivono su di me, ma mi dispiace per chi dovrà leggerle. Oggi fortunatamente lo stomaco è tornato a posto. Con i ragazzi abbiamo fatto un giretto del fondovalle per un paio d’ore e abbiamo concluso l’allenamento con un bel panino allo speck. Scarpa ovviamente ha fatto il bis, ma tanto lui andrebbe forte anche dopo una bottiglia sana di Verdicchio. In queste situazioni è uno dei pochi che sa come prendermi, stanotte prima di spegnere la luce della stanza si è messo a raccontarmi le fiabe che usa per far addormentare Giacomo e Tommaso. È proprio impossibile tenere il muso con lui di fianco.
Stanotte ho dormito decentemente. Il fisico sembra stare bene ma non ho le sensazioni delle giornate migliori. Oggi si arriva ad Andalo, il percorso dal Garibaldi non sembra così duro ma le tappe dopo il riposo sono sempre le più infami. Slongo dice che sesopravviviamo alla giornata di oggi ce la giochiamo ancora nel weekend. Ho toccato tutti i ferri possibili, staremo a vedere.
24 Maggio - Tappa 16
Mattina
Sera
Un’altra giornata di merda. Non ho neanche acceso il telefonino dalla fine della tappa fino ad adesso. Le gambe parevano pure buone all’inizio, ma quando sono partiti Valverde e la Maglia Rosa mi hanno lasciato sul posto a doppia velocità. Durante il trasferimento in bus non ha parlato nessuno. La cena è sembrata un altro funerale. Perlomeno Scarpa prima di andare in camera mi ha dato una bella notizia: Rachele gli ha detto che sarà con Emma all’arrivo di sabato. Ora per i prossimi due giorni ho chiesto a Slongo di non fare più pronostici, che già così mi deve una granita nel bar più costoso del Ticino.
26 Maggio - Tappa 18
Abbiamo salvato la pelle. Ieri e oggi sono state le prime tappe da pancia del gruppo in questo Giro. Mi è dispiaciuto per Pozzato, ero attaccato alla radiolina sperando tirasse dritto fino all’arrivo. Mi viene in mente una frase di mia nonna quando le dicevo che mi ero rotto le scatole di essere un bambino e che volevo essere come lei. Mi rispondeva sempre: “C’è tutta la vita per vedersi invecchiati. Tanto le rughe non guardano in faccia a nessuno. A quanto pare neanche gli eterni ragazzi sono al sicuro. Oggi pomeriggio durante i massaggi mi ha chiamato la mamma di Rosario. Mi ha detto che un mese fa le aveva chiesto di venire a vedere il Giro in uno dei due fine settimana in Italia. In questi ultimi giorni facevo fatica a prendere sonno anche perché ripensavo spesso al papà che quel maledetto giorno si è visto morire il figlio davanti agli occhi. Doveva essere un semplice allenamento come tanti altri sulla litoranea di Sant’Agata. Se ripenso a quante volte ho frequentato quelle strade alla sua età mi vengono i brividi, perché quando succedono queste cose mi rendo conto di quanta fortuna ho avuto nella mia carriera. E di quanto poco conta quello che pensano glialtri. I prossimi due giorni sulle Alpi saranno decisivi. Il Colle dell’Agnello non l’ho mai provato ma Slongo poco fa mi ha fatto vedere i numeri. Una scalata all’inferno. Il ragazzino che 20 anni fa sgambettava sulla Settentrionale avrà anche qualche ruga in più ma sa ancora come divertirsi. Lo devo a Rosario, che su quelle stesse strade stava costruendo gli stessi miei sogni. Domani avrebbe fatto di tutto per venire all’arrivo e sono sicuro che gli sarebbe bastato un mio sorriso per essere felice. Purtroppo ci siamo scelti lo sport più spietato di tutti. Uno sport tremendamente bello.
Sera
23 Maggio - Giorno di Riposo
"Dove l'uomo soffre, il campione si esalta"
"Il Diario dei Campioni è una rubrica ispirata a fatti e personaggi realmente esistenti. Gli eventi narrati sono però frutto dell'immaginazione dell'autore e non intendono in alcun modo ledere l'immagine di nessuna delle persone citate al suo interno. La rubrica ha il solo scopo di intrattenere attraverso la celebrazione romanzata delle grandi imprese del ciclismo.”
27 Maggio - Tappa 19
Due righe prima del foglio firma solo per ricordarmi che a prescindere da come andrà a finire sono felice. Stamattina abbiamo studiato il percorso sul pullman e tutti i ragazzi sono super motivati. Scarpa vuole partire subito, prendere la fuga buona e a seconda di come andrà la corsa, ritrovarmi negli ultimi chilometri dell’Agnello o nel fondovalle prima della salita finale. Io gli ho detto di pensare alla tappa più che a me, ma quel testone non sente ragioni. Dice che una squadra vince quando tutti i compagni sono uniti nella lotta, a prescindere dal risultato. Su quest’ultima frase Vino ha fatto finta di non sentire, ma ormai era tardi. L’epidemia di occhi lucidi lo aveva già contagiato.
Mattina
Ho il telefono intasato. All’arrivo ho pianto non solo perché ero felice di aver vinto dopo tutto quello che ho passato, ma anche per il modo in cui abbiamo vinto. Tutta la squadra è stata monumentale da inizio tappa, non mi hanno mai lasciato solo. Scarpa poi ha fatto tutto quello che aveva promesso, ma una cosa è dirlo, farlo è tutta un’altra storia. Quando si è fermato in cima all’Agnello ha detto in radio che la multa la potranno scalare direttamente dal premio finale. Lui è così. E’ capace di farti ridere anche dopo 100 km in fuga e 3000 metri di dislivello. Mi dispiace per l’olandese
perchè non è mai bello battere qualcuno per un incidente, ma questa vittoria l’hoguadagnata sulla strada. Nell’ultima salita ero sugli stessi numeri del Tour di due anni fa. I preparatori e i nutrizionisti possono dire quello che vogliono, ma la verità è che ho spinto più forte che potevo perché c’era Emma lì ad aspettarmi. E lei non sopporta quando faccio tardi per colpa degli allenamenti. Quando mi hanno detto che Chaves si stava staccando ed ero rimasto solo al comando, non ho potuto non pensare anche ad un altro piccolo spettatore che avrebbe voluto vedermi alzare le braccia al cielo all’arrivo, per cui mi è venuto spontaneo dedicargli questa vittoria. A quel ragazzo che come me, voleva solo divertirsi in bici. Ma come spesso si dice, “domani è un altro giorno” e infatti durante tutta la cena di oggi si è già discusso delle mille tattiche possibili. Ho ancora tanta fame ma vi prego, lasciatemi gustare in pace il piatto di oggi, che non mangiavo così da un po’ di tempo.
28 Maggio - Tappa 20
Questi saranno gli ultimi appunti che scrivo. Ho iniziato questo diario perché non avevo nessuno con cui sfogarmi, ma ora che ho la mia famiglia accanto e le cose sono tornate al loro posto, non ne sento più il bisogno. Ho già perdonato tutti. Oggi sul pullman si è deciso di lasciare la tappa alla fuga senza forzare troppo. Troppe salite da controllare, meglio concentrare il lavoro della squadra su una sola salita: il Colle della Lombarda. Sono stato qui in altura a Isola nel giugno 2014. Chissà che porti bene anche stavolta.